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Proteggere l’acqua significa proteggere la popolazione civile

Quando nei conflitti armati la popolazione civile non ha accesso ad acqua potabile pulita, le malattie, la fuga e la morte sono dietro l’angolo. Nelle guerre, il diritto internazionale umanitario protegge beni importanti per la sopravvivenza della popolazione civile – come le infrastrutture idriche. Nel quadro della sua politica estera, la Svizzera promuove il rispetto del diritto internazionale umanitario e lo rafforza a livello multilaterale, come dimostra un evento organizzato dal nostro Paese nel contesto di un dibattito aperto del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla protezione della popolazione civile nei conflitti armati.

Acqua pulita che scorre da un rubinetto in una tanica di plastica gialla.

A causa del conflitto, ogni giorno nello Yemen più di 15 milioni di persone lottano per trovare acqua pulita a sufficienza per bere, cucinare, lavare e per dissetare i loro animali. © Keystone

Nel dicembre del 2014 lo Stato islamico ha deliberatamente contaminato dell’acqua potabile con petrolio greggio nella provincia irachena di Salahaddin. Tra il 2015 e il 2021 sono stati lanciati 122 attacchi aerei contro infrastrutture idriche. Di conseguenza, oltre 15 milioni di persone dipendono ora da aiuti esterni per disporre di acqua potabile. Da secoli, durante i conflitti, l’acqua diventa un bersaglio.

Negli ultimi decenni si è osservato un forte aumento dei combattimenti nelle aree urbane. Per questo, oggi nel mondo quasi due miliardi di persone rischiano di dover far fronte a una penuria di acqua a seguito di un conflitto, una situazione che, oltre a costituire un problema per le persone e l’agricoltura, può portare all’aumento e alla diffusione di malattie ed epidemie, come il colera e la COVID-19, riconducibili a una scarsa igiene.

Violazione del diritto internazionale umanitario

Le quattro Convenzioni di Ginevra e i relativi protocolli aggiuntivi costituiscono la base del diritto internazionale umanitario e proteggono le persone che non partecipano o non partecipano più a un conflitto armato. L’infrastruttura idrica, in qualità di bene civile, è fondamentalmente protetta. Inoltre, è disposto il divieto di attaccare, distruggere e rendere inutilizzabili le riserve di acqua potabile e gli impianti di approvvigionamento e di irrigazione allo scopo di ridurre la popolazione civile alla fame.

Un uomo spala in un cantiere per la costruzione di un pozzo.
Ricostruzione di un pozzo in Liberia. Nei 14 anni di guerra civile è stata distrutta la maggior parte delle condutture idriche che riforniva la popolazione. © Keystone

Un quadro di riferimento per l’aiuto umanitario

Il diritto internazionale umanitario è un quadro di riferimento centrale per la politica estera della Svizzera, poiché la buona reputazione internazionale del Paese si fonda anche sulla sua tradizione umanitaria. In conformità con la sua Strategia di politica estera 2020–2023, la Svizzera promuove il rispetto del diritto internazionale umanitario nell’ambito di conflitti e lo rafforza a livello multilaterale. In linea di principio, le parti in conflitto hanno l’obbligo di rendere possibile l’aiuto umanitario e la protezione. Con il suo aiuto umanitario, la Svizzera è attiva anche nel settore dell’acqua. Fino allo scoppio della guerra il 24 febbraio 2022, durante il conflitto latente che dal 2014 imperversa in Ucraina orientale, la Svizzera è stata presente su entrambi i lati della linea di contatto. Nei convogli erano sempre presenti anche prodotti chimici per il trattamento dell’acqua potabile a favore di circa quattro milioni di persone nel Donbas.

La protezione della popolazione civile al centro di un dibattito aperto del Consiglio di sicurezza dell’ONU

Il 25 maggio 2022 la Svizzera interverrà a nome del «Group of Friends of the Protection of Civilians» (gruppo di amici per la protezione della popolazione civile) in un dibattito aperto del Consiglio di sicurezza su questo tema. In veste di capofila del gruppo formato da 27 Stati, chiederà che venga rispettato il diritto internazionale umanitario e che i civili siano protetti. A margine del dibattito, per l’intera settimana a New York si terranno numerose manifestazioni. In collaborazione con il Senegal, la Slovenia e l’UNICEF, il 24 maggio la Svizzera organizza un evento sulla protezione dell’acqua e delle infrastrutture idriche durante i conflitti armati.

Scopo dell’incontro è ricordare gli obblighi sanciti dal diritto internazionale umanitario nel settore dell’acqua, analizzare esempi nell’ottica di migliorare la protezione, parlare del ruolo delle organizzazioni umanitarie nella promozione dell’accesso all’acqua e discutere del contributo del Consiglio di sicurezza per quanto riguarda le risorse idriche nelle guerre.