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La Svizzera si impegna affinché la dignità umana sia tutelata anche nei conflitti armati e le regole del diritto internazionale siano rispettate anche in guerra. In particolare, il diritto internazionale umanitario impone dei limiti al modo in cui vengono condotte le guerre e obbliga le parti in conflitto ad adottare misure per proteggere la popolazione civile e le persone che non partecipano più alle ostilità, come i prigionieri. I diritti umani, il diritto dei rifugiati, il diritto penale internazionale e varie legislazioni nazionali integrano queste misure di protezione.

In veste di parte contraente delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si adopera a favore della protezione della popolazione civile nei conflitti armati. Le sue priorità sono: 

  • la promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario a opera di tutte le parti in conflitto, compresi i gruppi armati non statali;
  • l’impegno concreto a sostegno della popolazione civile, per esempio proteggendo pazienti, ospedali, personale medico e trasporti medici;
  • lo studio e lo sviluppo di linee guida sulle sfide attuali nel campo della protezione delle popolazioni civili (con partner come la Harvard Law School / Program on International Law and Armed Conflict, l’United Nations University, il CICR, il CIVIC e il Norwegian Refugee Council); discussioni e dibattiti con Stati e altre parti interessate su queste questioni di rilievo;
  • la definizione di condizioni quadro adeguate per le attività umanitarie, come prevede il diritto internazionale umanitario, per esempio attraverso dibattiti in seno all’Assemblea generale e al Consiglio di sicurezza dell’ONU;
  • la guida del «Group of Friends of the Protection of Civilians» (gruppo di amici per la protezione della popolazione civile), cui aderiscono più di 25 Stati membri dell’ONU che forniscono un supporto critico e costruttivo al Consiglio di sicurezza; il coordinamento degli interventi del gruppo dinanzi al Consiglio di sicurezza e l’organizzazione di una settimana tematica con vari eventi collaterali a margine del dibattito annuale del Consiglio. 

Protezione delle missioni mediche, lotta al terrorismo e sanzioni

L’assistenza medica a feriti e malati, soldati o civili nemici compresi, è una pietra angolare del diritto internazionale umanitario. Alcune misure nell’ambito della lotta al terrorismo e delle sanzioni, per quanto importanti, finiscono per criminalizzare l’assistenza medica qualificandola come illegale. Esempio: la condanna di un’infermiera per aver curato dei combattenti feriti designati come terroristi .

La Svizzera chiede quindi che il primato del diritto internazionale umanitario e possibili soluzioni siano discussi tra Stati, ma anche tra organizzazioni umanitarie e attori dell’antiterrorismo. Nei forum internazionali vengono dibattute e promosse sia la ricerca indipendente sia misure concrete, come le clausole di esenzione per impegni umanitari imparziali previste dal diritto internazionale umanitario.

Ultima modifica 18.07.2022

  • L’accesso rapido e senza ostacoli da parte delle organizzazioni umanitarie è di centrale importanza per le popolazioni coinvolte, la Svizzera ha messo a punto misure volte ad assicurare l’accesso umanitario

  • La Svizzera si impegna per migliorare la ricerca di persone scomparse, ripristinare i legami familiari e prevenire le sparizioni.

  • Protezione degli sfollati interni ed impegno per i loro diritti; priorità politica umanitaria e dei diritti umani della Svizzera.

  • La Svizzera si adopera per garantire la protezione delle bambine e dei bambini nonché il rispetto dei loro diritti nei conflitti armati.

  • Protezione della popolazione civile possibile soltanto nell’ambito di un dialogo; iniziative della Svizzera per un maggior rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di gruppi armati

  • A fronte dei rapidi sviluppi tecnologici in corso, la Svizzera si impegna per la protezione e l’uso responsabile dei dati in ambito umanitario, in particolare attraverso l’HDTI.

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