Obiettivi e istituzioni dell’OSCE

L’OSCE si occupa di questioni che si ripercuotono sulla sicurezza regionale congiunta. Fanno parte dell’agenda dell’OSCE anche questioni economiche e ambientali nonché il tema dei diritti umani.

Tra le questioni che riguardano la sicurezza regionale congiunta figurano il controllo degli armamenti convenzionali e le minacce transfrontaliere (terrorismo, criminalità organizzata, cibercriminalità e traffico di stupefacenti, armi e esseri umani). L’OSCE si occupa però anche di progresso economico, questioni ambientali, buongoverno, sicurezza energetica, democratizzazione, diritti umani e libertà fondamentali.

L’OSCE si propone di fungere da forum di dialogo e piattaforma d’azione per promuovere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto, superare le divergenze tra Stati e creare un clima di fiducia attraverso una stretta collaborazione. I temi centrali sono la diplomazia preventiva, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi nonché la ricostruzione e il rafforzamento post-conflitto delle strutture democratiche nella società. 

Dimensioni della sicurezza

L’OSCE non definisce il concetto di «sicurezza» esclusivamente in termini di sicurezza militare, ma includendo le tre dimensioni seguenti:

  • dimensione politico-militare;
  • dimensione economica e ambientale;
  • dimensione umana.

A livello politico-militare, l’OSCE si impegna a incrementare la sicurezza militare attraverso una maggiore apertura, trasparenza e collaborazione. Per quanto concerne la dimensione economica e ambientale, i capisaldi fondamentali ai fini della stabilità e della sicurezza sono il benessere economico e le questioni ambientali. Infine, le priorità della dimensione umana sono i diritti umani e l’impegno a favore della creazione e della promozione di strutture democratiche.

Comitati politici e istituzioni permanenti dell'OSCE

L’OSCE mantiene i seguenti enti ed istituzioni:

l’incontro al vertice dei capi di Stato e di governo (en)

il Consiglio dei Ministri (en)

il Consiglio permanente (en)

il Foro di cooperazione per la sicurezza (en)

il Segretariato (en)

l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo a Varsavia (en)

l’Alto Commissariato per le Minoranze Nazionali all'Aia (en)

la Rappresentante per la libertà dei mezzi d’informazione a Vienna (en)

Assemblea parlamentare a Copenaghen (en)

L’OSCE gestisce inoltre 17 missioni sul campo, che diventano operative su invito dello Stato partecipante nel quale interviene la missione. Tra i compiti delle missioni sul campo rientrano l’allerta tempestiva, la prevenzione dei conflitti e il ripristino della fiducia dopo un conflitto.

Progetti concreti

Con progetti concreti, le operazioni sul terreno sostengono i Governi e le Autorità nell'ambito di processi di trasformazione: ad esempio nel quadro di riforme legislative e della creazione di strutture democratiche e costituzionali oppure durante lo svolgimento di elezioni.

L'OSCE contribuisce anche alla creazione di reti e si impegna nella formazione di personale specializzato. Sostiene ad esempio l'Accademia statale di gestione delle frontiere di Dushanbe (sostenuta dall'Organizzazione) che funge da interlocutore centrale per la trasmissione delle conoscenze in questo settore.

Altro esempio nel settore della formazione è l'Accademia OSCE di Bischkek, che offre borse di studio ai migliori studenti dell'Asia centrale e dell'Afghanistan, con master e cicli di studi specializzati che preparano a una carriera nel servizio pubblico.

Emersione dell'OSCE

L'OSCE è stata creata nel 1975 come Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE) e, nel 1992, riconosciuta quale accordo regionale ai sensi del Capitolo VIII della Carta delle Nazioni Unite. La CSCE è stata ribattezzata OSCE nel 1994. Tutti gli Stati partecipanti hanno pari diritti e le decisioni vengono prese all'unanimità.