Dipartimento federale degli affari esteri DFAE

Principi comuni per una migrazione ordinata

Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente il Patto globale ONU sulla migrazione fornendo così al Parlamento le basi per un esame approfondito del quadro d’azione adottato dagli Stati membri dell’ONU per migliorare la cooperazione internazionale in materia di migrazione. Il Governo ritiene che gli obiettivi definiti nel 2018 coincidano con le priorità della politica migratoria della Svizzera.

Una donna nell’erba alta, con un bimbo in braccio, osserva da lontano alcuni ragazzini mentre giocano.

Il Patto globale ONU sulla migrazione abbraccia tutte le forme del fenomeno migratorio, mentre non riguarda i rifugiati che sono protetti dalla Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati. © Keystone

Circa 250 milioni di persone vivono come migranti in un Paese che non è il loro. Le sfide legate alla migrazione internazionale non possono essere affrontate e gestite da un singolo Stato, servono dunque cooperazione internazionale e principi comuni. Nel dicembre del 2018, con l’adozione del Patto globale ONU sulla migrazione, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha definito questi principi. L’obiettivo era elaborare un quadro d’azione pratico per una migrazione sicura e ordinata e ridurre al tempo stesso la migrazione irregolare.

Sintonia con la politica migratoria della Svizzera

Il Patto globale sulla migrazione prevede 23 obiettivi accompagnati da una serie di strumenti di attuazione. Gli obiettivi formulati coincidono anche con le priorità della politica migratoria della Svizzera: sicurezza delle frontiere, riduzione delle cause della migrazione irregolare e dello sfollamento forzato, lotta alla tratta degli esseri umani. Il Patto possiede anche i tratti caratteristici della tradizione umanitaria del nostro Paese, quali la garanzia di aiuto e protezione alla popolazione in loco, il rimpatrio e la reintegrazione delle persone nel Paese d’origine e la tutela dei diritti umani.

Le esperienze degli ultimi anni hanno mostrato chiaramente che numerosi Paesi non dispongono di strumenti sufficienti per gestire le sfide della migrazione globale. Le carenze strutturali aggravano il fenomeno della migrazione irregolare, generano insicurezza nella popolazione e prestano il fianco a gravi violazioni dei diritti umani. La mancanza di un sistema di gestione solido mette in difficoltà anche la politica migratoria della Svizzera, specialmente nell’ambito del ritorno. La Svizzera ha pertanto tutto l’interesse a rafforzare la politica migratoria di altri Paesi attraverso il supporto e la cooperazione, al fine di gestire meglio e in piena indipendenza i flussi migratori, sia come Paese di destinazione dei migranti che a beneficio dei cittadini svizzeri all’estero.

Nessun impegno di natura politica o finanziaria

Le esperienze finora maturate dagli Stati europei che hanno accettato il Patto globale sulla migrazione dimostrano che il quadro d’azione definito è uno strumento efficace, che consente di potenziare la cooperazione bilaterale e multilaterale in materia di migrazione. Inoltre, l’analisi effettuata dal Consiglio federale evidenzia che il Patto è compatibile con l’attuale ordinamento giuridico e con la prassi in vigore in Svizzera.

L’accettazione del Patto non comporta dunque l’assunzione di nuovi impegni politici o finanziari. Sebbene esso preveda in diversi punti un sostegno tecnico e finanziario da parte degli Stati partner, la Svizzera conserva comunque il diritto di determinare liberamente l’entità, la forma, il fulcro e i partner, in sintonia con le proprie priorità, e accettandolo non si vincola automaticamente ad assumere nuovi impegni. 

Patto globale ONU sulla migrazione al vaglio del Parlamento

Il Patto globale ONU sulla migrazione è uno strumento di soft law: non è quindi giuridicamente vincolante e rispetta la sovranità nazionale dei Paesi a livello di politica migratoria. Il Patto è un codice di condotta con il quale la comunità internazionale esprime la volontà di gestire la migrazione transfrontaliera secondo principi comuni. Ogni Paese conserva il diritto sovrano di definire la propria politica migratoria. Nel Patto, la sovranità nazionale viene espressamente ribadita. I singoli Paesi continueranno a stabilire autonomamente i limiti dell’immigrazione.

Per raggiungere gli obiettivi della propria politica estera, la Svizzera deve poter contare su partenariati costruttivi e su una cooperazione internazionale improntata alla stabilità. Il Patto globale ONU sulla migrazione, in quanto strumento condiviso, fornisce una base adeguata per tale cooperazione. Nel suo messaggio del 3 febbraio 2021 il Consiglio federale ribadisce la sua posizione espressa nell’ottobre del 2018, secondo la quale accettare il Patto è nell’interesse del nostro Paese. Il messaggio darà ora al Parlamento la possibilità di discutere approfonditamente il quadro d’azione. Una volta conclusi i dibattiti parlamentari, e conformemente alle disposizioni costituzionali, l’Esecutivo deciderà in via definitiva in merito all’accettazione del Patto da parte della Svizzera.

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