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Il dibattito sulla ricostruzione offrirà all’Ucraina prospettive in tempi di guerra

Alla Ukraine Recovery Conference (URC2022), che si terrà a Lugano il 4 e il 5 luglio 2022, la Svizzera e l’Ucraina intendono lanciare un processo politico e diplomatico ampiamente condiviso a favore della ricostruzione del Paese. Alla conferenza sono stati invitati circa 40 Stati e 20 organizzazioni internazionali.

Il logo della Ukraine Recovery Conference 2022 di Lugano si compone di un cerchio giallo-blu e di informazioni sull’evento in caratteri blu.

Il logo della Ukraine Recovery Conference di Lugano. © DFAE

Perché è la Svizzera a ospitare la Ukraine Recovery Conference?

La Svizzera, da anni partner dell’Ucraina in ambito politico, economico e culturale, era stata invitata già da tempo a ospitare la quinta conferenza sulla riforma ucraina (Ukraine Reform Conference) nel 2022. Nel luglio del 2021, a Vilnius, l’attuale presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha assunto la presidenza dell’URC2022 a nome della Svizzera. In seguito all’aggressione russa del 24 febbraio 2022, la Svizzera e l’Ucraina hanno deciso di rinominare la conferenza e di dedicarla non più alla riforma bensì alla ricostruzione. L’Ukraine Recovery Conference (anch’essa URC2022) si terrà a Lugano il 4 e il 5 luglio 2022. 

Quale risultato si prefigge la conferenza? 

La ricostruzione dell’Ucraina richiederà un processo politico e diplomatico. Ed è proprio questo processo che la Svizzera e l’Ucraina intendono avviare a Lugano. In questo senso, la conferenza è un primo passo verso la ricostruzione dell'Ucraina.

Tra i punti all’ordine del giorno dell’URC2022 ci sarà il dibattito sui principi e sui metodi della ricostruzione. Inoltre, si discuterà del piano di ricostruzione e di sviluppo dell’Ucraina come pure dei contributi delle organizzazioni internazionali. Al termine della conferenza è prevista l’adozione di una «Dichiarazione di Lugano» in cui saranno racchiusi i principali risultati ottenuti. 

Chi parteciperà all’URC2022?

All’URC2022 sono state invitate le delegazioni di circa 40 Stati e 20 organizzazioni internazionali. L’attuale elenco dei partecipanti si basa essenzialmente sulle precedenti edizioni dell’URC e riflette gli accordi conclusi tra i Paesi organizzatori e l’Ucraina. Oltre alle delegazioni internazionali, sono attesi anche rappresentanti del settore privato e della società civile. 

Perché la conferenza si terrà a Lugano e non nella Ginevra internazionale?

La pianificazione dell’URC2022 è iniziata molto prima dell’aggressione russa del 24 febbraio 2022. Una delle priorità della riforma ucraina è il decentramento, un ambito in cui la Svizzera può fornire testimonianze preziose. È stato naturale considerare questo aspetto anche nella scelta della sede dell’evento.

Come sarà garantita la sicurezza? Chi ne sarà responsabile?

In linea di principio, la sicurezza durante le visite delle delegazioni straniere sarà garantita da fedpol in collaborazione con altre autorità affini: fedpol valuterà la situazione costantemente in stretto coordinamento con i suoi partner di sicurezza e il DFAE. I risultati dell’analisi confluiranno nel piano di sicurezza. Per ragioni tattiche non è possibile fornire dettagli sulle misure di sicurezza. Sul posto, la responsabilità spetta alla polizia cantonale ticinese.

Non è prematuro organizzare una conferenza sulla ricostruzione in assenza di un cessate il fuoco o di un accordo di pace?

Sebbene la fine della guerra non sia al momento prevedibile, è fondamentale cominciare subito a riflettere sul processo di ricostruzione e sul ruolo delle istituzioni nazionali e internazionali. La ricostruzione dell’Ucraina richiederà un processo politico e diplomatico ampiamente condiviso. Ed è proprio questo processo che la Svizzera e l’Ucraina intendono avviare a Lugano. 

L’organizzazione di questa conferenza, alla quale la Russia non parteciperà, viola la neutralità?

Il diritto della neutralità vieta al Paese neutrale di favorire militarmente una parte in guerra, un obbligo che la Svizzera rispetta. In generale, durante la conferenza non verranno discusse questioni militari. Neutralità non significa però indifferenza verso la distruzione e la sofferenza della popolazione ucraina. Il sostegno all’Ucraina nella ricostruzione civile e nel processo di riforma è compatibile con la neutralità svizzera.

In che modo la Svizzera sostiene l’Ucraina al di fuori della conferenza?

Per promuovere la stabilità e la prosperità in Europa, da tempo la Svizzera si avvale in Ucraina dell’intera gamma di strumenti della sua cooperazione internazionale: cooperazione tecnica, politica di pace, cooperazione economica e aiuto umanitario. Dal 24 febbraio 2022 la maggior parte delle attività è stata riorientata e l’aiuto umanitario è stato potenziato a più riprese.