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Comunicato stampa, 12.10.2021

All’inizio del 2021 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha elaborato principi guida e un manuale per la collaborazione con il settore privato, un aspetto che sta diventando sempre più importante nell’ambito della cooperazione internazionale. In un convegno tenutosi oggi a Berna, rappresentanti della DSC, della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), del settore privato e della società civile hanno discusso del potenziale di questa collaborazione, delle sfide che ne derivano e del suo contributo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il convegno odierno era incentrato sulle possibili forme di collaborazione tra il settore privato e quello pubblico per contrastare la povertà nel mondo. Nel suo discorso di apertura, il consigliere federale Ignazio Cassis ha sottolineato l’importanza del settore privato per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS): «Nei Paesi in via di sviluppo nove posti di lavoro su dieci sono creati da imprese private, il che genera reddito e migliora le condizioni di vita», ha ribadito il capo del Dipartimento federale degli affari esteri di fronte a circa 250 partecipanti provenienti dal settore privato, dalla società civile, dal mondo scientifico e dall’amministrazione.

Importante complemento agli strumenti tradizionali

Durante il convegno è stato sottolineato che il settore privato è una fonte di innovazione e progresso e che deve essere sempre più coinvolto nella cooperazione internazionale. Con prodotti innovativi e sostenibili si migliorano le condizioni di vita, per esempio grazie a tecnologie che consentono di sfruttare le energie rinnovabili o a nuovi farmaci che aiutano a combattere malattie mortali. Anche la digitalizzazione svolge un ruolo sempre più importante. Facilita l’accesso ai servizi finanziari come il microcredito e la microassicurazione, con benefici non solo per economie domestiche e famiglie, ma anche per molte imprese nei Paesi in via di sviluppo.

Oltre alla collaborazione con il settore privato, la Svizzera continua a utilizzare anche gli strumenti tradizionali della cooperazione internazionale. Si tratta innanzitutto di adoperarsi per il buongoverno e il rispetto dei diritti umani, combattere la corruzione, promuovere la pace e rendere possibili un’istruzione e un’assistenza sanitaria di qualità. L’impegno del settore privato rimane tuttavia un importante complemento a questi sforzi. Un contesto favorevole agli investimenti, buone condizioni di lavoro e un ambiente ecologico e sociale sostenibile sono fattori di cui beneficia non solo la popolazione locale, ma anche lo stesso settore privato. 

La direttrice della DSC Patrizia Danzi ha ricordato la collaborazione proficua e di lunga data tra le istituzioni pubbliche e il settore privato. Visto che attualmente si contano già più di 100 progetti di collaborazione con quest’ultimo, lo scorso gennaio la DSC ha pubblicato appositi principi guida e un manuale per portare avanti tale collaborazione.

Condizioni chiare per i partenariati pubblico-privato

La collaborazione con il settore privato si concentra sul miglioramento delle condizioni quadro a livello di politica economica e degli standard internazionali per garantire una maggiore sostenibilità, oltre che sulla promozione delle imprese locali nei Paesi prioritari della DSC. La DSC fissa condizioni chiare per i partenariati pubblico-privato, che anche in futuro dovranno continuare a rispettare gli standard ecologici e i criteri sociali e di governance.


Informazioni supplementari:

Principi guida relativi al settore privato nel quadro della strategia della cooperazione internazionale 2021–2024
Manuale della DSC relativo alla cooperazione con il settore privato (en)


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Ultima modifica 28.01.2022

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