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Berna, Comunicato stampa, 06.06.2011

Il Consiglio federale ha deciso oggi di ratificare la Convenzione sulle munizioni a grappolo (Convention on Cluster Munitions, CCM). La Convenzione stabilisce il principio di un divieto completo delle munizioni a grappolo. La ratifica comporterà anche una revisione della legge federale sul materiale bellico e la distruzione delle scorte di munizioni d’artiglieria dell’esercito svizzero che rientrano nel campo d’applicazione del divieto sancito dalla CCM.

Il Consiglio federale ha deciso oggi di ratificare la Convenzione sulle munizioni a grappolo (Convention on Cluster Munitions, CCM). La Convenzione stabilisce il principio di un divieto completo dell'impiego, dello sviluppo, della fabbricazione, dell'acquisto, del trasferimento e del deposito di munizioni a grappolo, proscrivendo qualsiasi atto che faciliti o favorisca tali attività. Il relativo messaggio viene ora sottoposto all’approvazione del Parlamento. 

Le gravi conseguenze umanitarie causate dall’impiego di munizioni a grappolo sono legate soprattutto all’elevata percentuale di ordigni inesplosi, che a distanza di anni dalla fine di un conflitto continuano a mietere un gran numero di vittime sia tra la popolazione civile sia tra i membri delle missioni internazionali, ostacolando notevolmente la ricostruzione postbellica dei Paesi colpiti.

La ratifica della Convenzione sarà accompagnata da una revisione della legge federale del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico, nella quale occorre integrare il divieto delle munizioni a grappolo. Parallelamente, occorre inserire nella legge il divieto esplicito di finanziare materiale bellico vietato. Le munizioni a grappolo rientreranno dunque nella categoria del materiale bellico vietato, che comprende già le armi atomiche, biologiche e chimiche e le mine antiuomo.

La Convenzione sulle munizioni a grappolo è stata adottata il 30 maggio 2008 dalla Conferenza internazionale di Dublino. Firmata, finora, da 108 Stati e ratificata da 57 di essi, tra cui Germania, Francia, Norvegia e Gran Bretagna, la Convenzione è entrata in vigore il 1° agosto 2010.

L'esercito svizzero possiede scorte di munizioni d'artiglieria interessate dal divieto previsto dalla Convenzione. Ratificando la Convenzione, la Svizzera si impegna a distruggere queste scorte entro otto anni.

La Svizzera si impegna a fondo nelle questioni che riguardano la sicurezza umana e il diritto internazionale umanitario. Annualmente investe più di 16 milioni di franchi in progetti per lo sminamento umanitario e per l’eliminazione dei residuati bellici esplosivi. Progetti di questo tipo vengono realizzati in particolare nel Laos, dove a quarant’anni di distanza dalla fine della guerra la popolazione civile è ancora confrontata con la presenza di 78 milioni di submunizioni inesplose.     

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Ultima modifica 28.01.2022

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