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Berna, Comunicato stampa, 19.05.2011

Giovedì 19 maggio 2011, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha ricevuto a Berna il ministro degli affari esteri tedesco Guido Westerwelle per un incontro di lavoro. Entrambe le parti si sono rallegrate degli intensi rapporti che intercorrono tra Svizzera e Germania.

In ambito fiscale, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha affermato che con il modello dell’imposta liberatoria è stato trovato un approccio costruttivo grazie al quale è possibile tutelare gli interessi di entrambi i Paesi. L’obiettivo rimane la conclusione dei negoziati con la Germania sull’imposta liberatoria prima della pausa estiva.

La presidente della Confederazione ha dichiarato inoltre che occorre adottare un atteggiamento analogo, costruttivo, razionale e finalizzato alla ricerca di soluzioni, anche per altre questioni in sospeso che toccano i rapporti bilaterali, quali l’ampliamento della linea ferroviaria della Rheintalbahn come collegamento da Nord alla NFTA o la problematica dei rumori provocati dal traffico aereo attorno all’aeroporto di Zurigo-Kloten. La presidente ha sottolineato che la NFTA, con il potenziamento che essa comporta a livello di capacità di trasporto sull’asse Nord-Sud, riveste un’importanza sovraregionale e persino europea. A maggior ragione, quindi, è importante che i lavori di ampliamento della tratta che attraversa la valle del Reno possano essere realizzati tempestivamente per garantire il collegamento con la NFTA.

Per quanto riguarda il regime dei voli di avvicinamento all’aeroporto di Zurigo, la presidente Calmy-Rey ha dichiarato che la soluzione della questione presuppone che entrambe le parti siano disposte a un compromesso. Alla luce dei risultati dell’analisi del carico fonico, occorrerà trovare una soluzione equa che tuteli il più possibile la popolazione dall’inquinamento fonico.

I colloqui hanno toccato anche la questione dei movimenti di democratizzazione che investono attualmente l’area del Mediterraneo e i Paesi del Golfo. La Svizzera ha condannato ripetutamente e con decisione la violenza nei confronti della popolazione e invocato il rispetto dei diritti umani, in special modo della libertà di associazione e della libertà di opinione.

La presidente della Confederazione ha esposto che il Consiglio federale appoggia i processi di transizione in atto in Nord Africa e intende così promuovere la formazione di strutture democratiche e istituzionali e di un’economia di mercato efficiente. La cooperazione economica, la creazione di posti di lavoro e la formazione dei giovani, il rimpatrio dei patrimoni sottratti, il rafforzamento dello Stato di diritto e la realizzazione di progetti nel campo della migrazione, ad esempio per la protezione in loco di profughi e migranti, sono gli obiettivi prioritari dell’aiuto svizzero.


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Ultima modifica 28.01.2022

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