Relazioni bilaterali Svizzera–Territorio palestinese occupato

Le relazioni tra la Svizzera e il Territorio palestineso occupato sono condizionate dal conflitto israelo-palestinese. Il nostro Paese si sforza di intrattenere buoni rapporti con entrambe le parti coinvolte e incentra la propria politica estera nel Vicino Oriente sulle misure di promozione della pace, sulla cooperazione allo sviluppo, sull'aiuto umanitario e sulla difesa del diritto internazionale, in particolare dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Priorità delle relazioni diplomatiche

La visita del Presidente Mahmoud Abbas a Berna nel novembre 2012 ha segnato l'inizio di consultazioni politiche annuali tra la Svizzera ed il Territorio palestinese occupato.

La Svizzera è presente nel Territorio palestinese occupato con un ufficio di rappresentanza a Ramallah e un ufficio di cooperazione della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) a Gerusalemme Est.

Trattati bilaterali

Cooperazione economica

Le relazioni economiche tra la Svizzera ed il Territorio palestinese occupato sono modeste. Dal 1999 è in vigore un trattato di libero scambio tra l’Associazione europea di libero scambio (AELS) ed ilOrganizzazione per la liberazione della Palestina (OLP).

Cooperazione nel settore dell’istruzione

I ricercatori e gli artisti palestinesi possono candidarsi per una borsa di studio d’eccellenza universitaria della Confederazione Svizzera presso la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI).

Borse di studio universitarie della Confederazione Svizzera

Promozione della pace e sicurezza umana

La Svizzera s'impegna a favore di una soluzione pacifica del conflitto nel Vicino Oriente e per il rispetto del diritto internazionale umanitario. Persegue l'obiettivo di giungere a una pace negoziata, equa e sostenibile tra Israele e uno Stato palestinese indipendente e stabile entro confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale. La Svizzera ritiene che una soluzione totale e duratura del conflitto vicino-orientale debba comprendere i seguenti criteri:

  • la pace duratura nell'intera regione sulla base del diritto internazionale
  • il riconoscimento del diritto d'Israele di esistere e in particolare del suo diritto alla sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale
  • il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e di conseguenza del suo diritto a creare uno Stato stabile, conformemente alla risoluzione 1397 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
  • una soluzione giusta, globale e negoziata della questione dei profughi palestinesi
  • una soluzione negoziata per lo statuto definitivo di Gerusalemme.

Cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario

La Svizzera sostiene la popolazione civile palestinese attraverso diverse organizzazioni umanitarie e attraverso la cooperazione allo sviluppo, in particolare nella promozione dei diritti umani e del buongoverno.

Aiuto umanitario e cooperazione allo sviluppo

Le svizzere e gli svizzeri nei Territori palestinesi occupati

Alla fine del 2015 nei Territori palestinesi occupati vivevano 83 cittadini svizzeri.

Storia delle relazioni bilaterali

Prima della costituzione dello Stato d’Israele, la Svizzera era presente in Palestina con un consolato a Gerusalemme e un’agenzia consolare a Tel Aviv. Dal 1948, sostiene in particolared ilAgenzia delle Nazioni Unite per il soccorso ed iloccupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa). Nel 1993, gli aiuti umanitari sono stati affiancati da un programma di sviluppo. A seguito degli accordi di pace di Oslo, la Svizzera ha aperto nel 1994 un ufficio di cooperazione a Gerusalemme Est seguito, nel 2001, da un ufficio di rappresentanza presso l’Territorio palestinese occupato a Ramallah.

Iscrizione nel Dizionario storico della Svizzera