Finanziamento e attuazione

Per attuare con successo l’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile è necessaria una solida base finanziaria. Oltre all’impegno politico e a mezzi pubblici, anche il settore privato dovrà fornire un contributo maggiore al raggiungimento degli obiettivi. Nel luglio 2015 la comunità internazionale ha trovato un accordo in merito a un nuovo quadro di riferimento per la realizzazione e il finanziamento dello sviluppo sostenibile: il piano d’azione di Addis Abeba.

Secondo le stime dell’ONU, l’investimento globale necessario per raggiungere i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile (OSS) ammonta a 5 - 7 miliardi di dollari americani. Questa somma può essere garantita solo se i finanziatori privati e pubblici si completano a vicenda. A metà luglio 2015 gli Stati riuniti nella terza Conferenza internazionale per il finanziamento dello sviluppo sono giunti a un’intesa su un catalogo di misure, grazie al quale sarà possibile assicurare il finanziamento dell’Agenda 2030. Il cosiddetto piano d’azione di Addis Abeba è così parte integrante dell’Agenda 2030. Il quadro di riferimento comprende una serie di approcci.

Mobilitazione di risorse nazionali

Secondo il piano d’azione di Addis Abeba le risorse nazionali devono costituire una fonte di finanziamento fondamentale dello sviluppo sostenibile. Queste risorse contribuiscono a implementare istituzioni funzionanti e adeguate a uno sviluppo sostenibile, a rafforzare l’obbligo, da parte dei Governi, di rendere conto del proprio operato ai cittadini e a ridurre la dipendenza dagli aiuti stranieri. A questo scopo il piano d’azione prevede, tra l’altro, il potenziamento dei sistemi fiscali a livello nazionale e la cooperazione internazionale per intensificare la lotta contro le evasioni fiscali e i flussi finanziari illegali.

Risorse finanziarie private

Il piano d’azione approvato ad Addis Abeba riconosce l’importante contributo che il settore privato può dare al raggiungimento degli obiettivi, ad esempio attraverso gli investimenti privati diretti nello sviluppo sostenibile, le rimesse dei migranti e i mezzi finanziari di fondazioni di pubblica utilità e di altri donatori. Per far sì che il settore privato investa di più in attività volte alla promozione di uno sviluppo sostenibile, in tutti i Paesi è importante che il contesto normativo sia favorevole e preveda incentivi adeguati. Devono inoltre essere promossi i partenariati tra settore pubblico e privato.

Utilizzo mirato della cooperazione pubblica allo sviluppo

L’aiuto pubblico allo sviluppo è destinato a restare anche in futuro un mezzo di finanziamento importante. Nei prossimi anni dovrà riguardare soprattutto i Paesi più poveri e dovrà dipendere da precisi criteri di efficacia. L’aiuto pubblico allo sviluppo dovrà inoltre essere utilizzato sempre di più come leva per mobilitare risorse interne o ulteriori risorse del settore privato. La Svizzera, da parte sua, continua a perseguire l’obiettivo di impiegare lo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo per la cooperazione allo sviluppo. Al tempo stesso riconosce l’obiettivo dell’ONU, che mira a portare questa percentuale allo 0,7 per cento.

Provvedimenti di natura non finanziaria per l’attuazione degli obiettivi

L’attuazione della nuova agenda non richiede solo la disponibilità di mezzi finanziari. Con il piano d’azione definito ad Addis Abeba gli Stati si impegnano a promuovere politiche coerenti e a creare condizioni quadro favorevoli a livello nazionale e internazionale. Il piano d’azione riconosce l’importanza, per uno sviluppo sostenibile, della ricerca scientifica e tecnologica, nonché dell’innovazione, e indica le misure da adottare per promuovere la diffusione di tecnologie più rispettose dell’ambiente e più efficienti in termini di impiego delle risorse oltre che un efficace trasferimento delle conoscenze. La Svizzera si impegna pure a favore di un sistema commerciale multilaterale, regolamentato, aperto, equo e non discriminatorio: una premessa fondamentale per la promozione di uno sviluppo sostenibile. Per finire, il piano d’azione di Addis Abeba include anche misure che mirano a gestire il debito in maniera sostenibile.