Costruzione di una rete fognaria e di una nuova rete di approvvigionamento idrico nel campo profughi di Jerash

Progetto concluso
Acque di scarico si riversavano sulla strada. © DSC

In Giordania alcuni profughi palestinesi vivono in alloggi inizialmente considerati «temporanei». Circa quarant'anni dopo, il numero sempre crescente di profughi e la mancanza di misure adeguate a migliorare le loro condizioni di vita hanno fatto emergere gravi problemi sanitari nel campo di Jerash. Una delle maggiori difficoltà è rappresentata dall'accesso all'acqua potabile e alla rete fognaria. La DSC ha avviato un ambizioso progetto per risolvere il problema.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Giordania
Acqua
Agricoltura e sicurezza alimentare
Acqua potabile e strutture igieniche elementari (WASH) (til 2016)
Conservazione delle risorse idriche
Risorse idriche in agricoltura
Politica del settore idrico
01.12.2011 - 31.03.2017
CHF 5'845'000

Nel campo di Jerash, noto localmente come campo Gaza e situato a 50km a nord di Amman, vivono circa 25’000 profughi palestinesi fuggiti dalla Striscia di Gaza in seguito alla guerra arabo-israeliana del 1967. Era stato allestito nel 1968 come campo di «emergenza». A differenza della maggioranza dei profughi palestinesi in Giordania, queste persone non hanno mai ottenuto la cittadinanza giordana e possono contare su un accesso molto limitato al mondo del lavoro e ai servizi sanitari.

I bambini giocavano tra le acque di scarico

Il campo di Jerash era uno degli ultimi in Giordania a non disporre di una rete fognaria sotterranea. Le acque grigie e parte delle acque nere scorrevano in canali a cielo aperto lungo le strade del campo. Le malattie legate alla contaminazione dell’acqua potabile e al contatto diretto con gli scarichi continuavano ad aumentare e colpivano soprattutto i bambini. Il numero di bambini contagiati da malattie legate all’acqua era tre volte maggiore rispetto a quello rilevato negli altri campi della Giordania.

Nel campo l’acqua potabile era disponibile sporadicamente. La rete di approvvigionamento idrico, inadeguata e fatiscente, non subiva interventi dal 1968. Le strutture sanitarie principali erano costituite da pozzi neri scavati nel terreno e da altri contenitori simili utilizzati per raccogliere le acque di scarico dei wc. Questi pozzi tracimavano regolarmente, soprattutto dopo piogge intense, e le acque che fuoriuscivano rappresentavano un’ulteriore minaccia per la salute pubblica e l’ambiente.

Nel dicembre 2012 la DSC ha avviato i lavori per la costruzione di una rete fognaria sotterranea e di una nuova rete di approvvigionamento idrico per il campo di Jerash. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento degli affari palestinesi, l’organismo ufficiale che si occupa dei profughi palestinesi in Giordania.

Un accesso equo all’acqua e alle reti fognarie

Al termine della prima fase (2017), con il progetto è stato possibile garantire ai 2550 nuclei familiari (ovvero a circa 25’000 persone) del campo accesso all’acqua potabile e a strutture fognarie. Grazie a questi interventi sono stati ridotti in modo significativo i casi di diarrea nel campo, in particolare tra i bambini di età inferiore ai tre anni. Il progetto ha rappresentato inoltre un’occasione di lavoro periodica per gli abitanti del campo.

La DSC, in collaborazione con il Dipartimento degli affari palestinesi, ha trasmesso agli abitanti la conoscenza di metodi e pratiche in questi ambiti, allo scopo di garantire l’uso corretto dei sistemi realizzati. Il progetto ha comportato inoltre un vantaggio indiretto per i villaggi circostanti e per i contadini  del campo profughi, i cui terreni non sono più contaminati dalle acque di scolo.

Nel maggio 2016, la DSC ha affidato la gestione e la manutenzione della nuova rete di approvvigionamento idrico e il nuovo sistema fognario alle autorità giordane competenti.

Il progetto mirava a garantire ai nuclei familiari del campo pari accesso all’acqua potabile e a strutture fognarie efficienti e durature. © DSC