Sostegno della Svizzera agli interventi dell’ACNUR in Iraq

Progetto concluso
Una bambina con suo padre davanti a una tenda dell’ACNUR con frutta e verdura.
Fra i milioni di sfollati in Iraq, molti sono bambini. La DSC sostiene l’ACNUR nel garantire loro protezione e servizi di base. © DSC ©

Dal 2003 l’Iraq è dilaniato dal conflitto e dalla fine del 2013 la situazione umanitaria si è aggravata. L’impennata di violenza tra i gruppi armati e le forze governative ha provocato 3,3 milioni di sfollati su tutto il territorio iracheno e lasciato 10 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria. Il Paese ospita inoltre più di 250’000 profughi siriani fuggiti alle atrocità della guerra nella loro patria. Oltre all’invio di un pool di esperti svizzeri, per il 2016 la DSC ha stanziato 1,5 milioni CHF a favore dell’ACNUR in Iraq.

Paese/Regione Periodo Budget
Iraq
01.01.2016 - 31.12.2016
CHF 1'500'000

Per alleviare le sofferenze della popolazione colpita in Iraq, la DSC sostiene diverse agenzie umanitarie mediante contributi finanziari e supporto tecnico. L’ACNUR è uno dei principali partner della Svizzera nel Paese. Per il 2016 la Svizzera ha previsto uno stanziamento di 1,5 milioni CHF per aiutare l’ACNUR a rispondere all’emergenza. 

La maggior parte degli sfollati e dei profughi ha cercato rifugio nella regione curda dell’Iraq settentrionale dove, secondo l’ACNUR, nel 2016 la popolazione colpita potrebbe superare i 4 milioni di abitanti. «Uno dei problemi maggiori è la gestione inadeguata delle risorse idriche nella regione: si consuma più acqua di quanta si riesce a fornire», spiega Claudia Hungerbühler, esperta tecnica in ambito idrico del Corpo svizzero di aiuto umanitario, che dal 2013 sostiene le attività dell’ACNUR in quattro campi profughi e in 17 campi per profughi interni nella regione. «La situazione riguarda anche 30’000 siriani reinsediati nel campo “Domiz 1”, dove in media siamo in grado di fornire soltanto tra i 50 e i 60 litri d’acqua al giorno a persona. Tuttavia gli abitanti del campo, specialmente nei caldi mesi estivi, hanno spesso bisogno di maggiori quantità d’acqua». Per fare un confronto, ogni giorno un cittadino svizzero consuma in media tra i 150 e i 200 litri d’acqua. 

Misure di protezione 

In qualità di esperta in ambito idrico, Claudia Hungerbühler si occupa principalmente di garantire un’adeguata fornitura di acqua, pianificare i siti, monitorare e parlare con gli abitanti del campo per individuare i loro bisogni. Deve però anche tener conto dei problemi di protezione degli abitanti. «Quando vengono installati i servizi igienici per le donne dobbiamo essere sicuri che non si trovino in luoghi troppo distanti, che le porte non si aprano sulla strada e che non siano in posti appartati», spiega, precisando che questi accorgimenti si sono dimostrati efficaci nel ridurre gli atti di violenza sessuale e di genere nei campi. 

La protezione è una delle massime priorità dell’ACNUR in Iraq e interessa anche i settori degli alloggi e dei prodotti non alimentari. «Dal punto di vista della protezione, la situazione nei campi è piuttosto buona; ci occorre tuttavia una migliore risposta per quanto riguarda i bisogni delle persone disabili e degli adolescenti, che sono esposti a maggiori rischi in termini di protezione, fra cui il reclutamento da parte di gruppi armati, il matrimonio in età infantile e il lavoro minorile», racconta Jacqueline Parlevliet, consulente esperta dell’ACNUR specializzata in materia di protezione a Erbil, nell’Iraq settentrionale. 

Particolare attenzione ai bambini 

In tempi più recenti l’ACNUR ha avviato una campagna volta a mostrare le conseguenze negative del matrimonio in età infantile sullo sviluppo e il benessere dei bambini. A causa della fragile situazione economica e dell’accesso limitato a un’istruzione di qualità, molti bambini sono costretti ad abbandonare la scuola. Numerosi studi mostrano un aumento dei casi di lavoro minorile, un fenomeno che espone i bambini a gravi rischi, tra cui sfruttamento, tratta di esseri umani, abusi e violenze. 

Mediante l’istituzione nei campi di centri basati sulle comunità, l’ACNUR offre vari servizi, tra cui quelli per la prevenzione e la risposta alle violenze sessuali e di genere. Offrendo questi servizi in modo da garantire la discrezione, le vittime si sentono più a loro agio nell’utilizzarli. «Finora, grazie alle sue misure di protezione, l’ACNUR ha raggiunto oltre 1,5 milioni di persone», racconta Jacquelin Parlevliet. 

A causa dei bisogni rilevati, la Svizzera ha intenzione di inviare un altro esperto in materia di protezione del Corpo svizzero di aiuto umanitario a supporto della squadra dell’ACNUR nell’Iraq settentrionale. 

Beni di prima necessità

Oltre ai contributi finanziari e alla competenza tecnica, la DSC fornisce all’ACNUR in Iraq anche beni di prima necessità. Prima dell’inverno 2014–2015, ad esempio, la Svizzera ha spedito tende familiari, stufe, coperte termiche e altro materiale umanitario destinato ai milioni di sfollati nell’Iraq settentrionale bisognosi di assistenza durante i rigidi mesi invernali. Due membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario hanno organizzato la ricezione delle circa 125 tonnellate di materiale, che è stato poi dato in consegna all’ACNUR per la distribuzione.