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Pubblicato il 21 settembre 2026

Relazioni bilaterali Svizzera–Siria

Dalla caduta del presidente Bashar al-Assad nel dicembre del 2024, la Svizzera ha rafforzato il suo impegno in Siria sostenendo una transizione pacifica e inclusiva, promuovendo la pace, i diritti umani e lo Stato di diritto, e fornendo aiuti umanitari. L’obiettivo è garantire che tutta la popolazione siriana possa vivere in libertà, sicurezza e dignità.

Priorità delle relazioni diplomatiche

La Svizzera segue attentamente gli sviluppi dalla caduta dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad, avvenuta l’8 dicembre 2024, e sostiene gli sforzi del popolo siriano, desideroso di vivere in libertà, sicurezza e dignità, dando la priorità alle attività nei settori descritti di seguito.

Banca dati dei trattati internazionali

Cooperazione economica

Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono modesti e nel 2024 sono stati pari a 11,4 milioni di franchi.

Cockpit Paesi, Segreteria di Stato dell’economia SECO

Sostegno commerciale, Switzerland Global Enterprise SGE

Promozione della pace e sicurezza umana

Il processo di transizione politica in Siria deve coinvolgere tutte le componenti della società, tutelare i diritti umani di ogni gruppo della popolazione e spianare la strada verso un futuro sicuro, plasmato dall’intero popolo siriano.

La Svizzera sostiene pertanto gli sforzi volti a prevenire i conflitti a livello locale e nazionale e si impegna a favore del dialogo tra tutti i Siriani e le Siriane.

Il nostro Paese ritiene indispensabile l’avvio di un processo nazionale di elaborazione del passato in Siria e sostiene gli sforzi volti a fare luce sulla sorte delle persone scomparse e a perseguire penalmente i crimini contro l’umanità perpetrati.

Cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario

Il programma di cooperazione regionale «Siria e Paesi limitrofi 2026–2029» comprende cinque Paesi – Siria, Giordania, Libano, Iraq e Turchia – e si concentra su quattro ambiti prioritari: sviluppo umano, clima e ambiente, sviluppo economico, pace e buongoverno. Per il periodo di attuazione (2026–2029), è previsto un budget di circa 243 milioni di franchi. Con questo programma, la Svizzera contribuisce a creare in Siria le condizioni necessarie per un ritorno volontario, sicuro e duraturo della popolazione. Il nostro Paese sostiene inoltre i profughi siriani in condizioni di vulnerabilità che tornano volontariamente in Siria dal Libano, dalla Giordania, dall’Iraq e dalla Turchia.

Cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario

Le Svizzere e gli Svizzeri in Siria

In base alla statistica sulle Svizzere e sugli Svizzeri all’estero, a giugno del 2026 in Siria risiedevano 54 persone con cittadinanza svizzera.

Storia delle relazioni bilaterali

Le relazioni tra Svizzera e Siria affondano le loro radici nell’antichità. Nel XIX secolo gli scambi commerciali riguardano i prodotti tessili e l’esportazione di prodotti chimici dalla Svizzera.

La Siria ottiene l’indipendenza nel 1941 e viene riconosciuta dalla Svizzera nel 1945. Dal 1946 al 1958 il nostro Paese è rappresentato a Damasco da una cancelleria e successivamente da un consolato generale trasformato in ambasciata nel 1962.

L’ambasciata viene chiusa nel 2012. Nel 2017 la Svizzera apre un ufficio umanitario nella capitale siriana, che nel 2026 viene convertito in un ufficio di cooperazione. Dal 2022 l’ambasciatrice svizzera a Beirut è accreditata come incaricata d’affari in Siria.

Siria, Dizionario storico della Svizzera

Documenti diplomatici svizzeri, Dodis

Documenti

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