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ComunicazioniPubblicato il 22 maggio 2026

«L’apertura mentale è un requisito fondamentale»

Dal 22 maggio 2026 sarà possibile presentare le candidature per il concorso di ammissione alle carriere trasferibili del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In una serie di tre articoli vengono presentate le carriere soggette all’obbligo di trasferimento. In questo primo articolo, Chasper Sarott, capo della Divisione Personale DFAE, parla dell’importanza di questo obbligo nonché delle opportunità e delle sfide che ne derivano.

La foto mostra Chasper Sarott, capo della Divisione Personale del DFAE, durante un’intervista sul tema delle carriere trasferibili.

Che cosa l’ha sorpresa maggiormente, a livello personale, quando è entrato nel servizio diplomatico?

La qualità del personale reclutato, soprattutto delle colleghe e dei colleghi della mia «volée» (anno di reclutamento), era davvero impressionante. Tutti avevano curriculum straordinari ed erano già molto avanti nel loro percorso professionale.

L’obbligo di trasferimento è un elemento centrale delle carriere trasferibili. Che cosa si intende esattamente con questo termine?

Con obbligo di trasferimento si intende innanzitutto ciò che è stabilito nel contratto di lavoro. Significa che un trasferimento può avvenire, in linea di principio, ovunque lo preveda il datore di lavoro, principalmente in funzione delle esigenze istituzionali del DFAE. Dal punto di vista del datore di lavoro, l’obbligo di trasferimento riveste quindi un’importanza centrale per adempiere tale mandato e attuare efficacemente la politica estera. In questo senso, tale obbligo viene in primo luogo applicato indipendentemente dalle esigenze e dai desideri personali, che comunque sono poi presi in considerazione nelle fasi successive del processo.

Dal punto di vista del datore di lavoro, in che modo il DFAE riesce a conciliare con successo le esigenze del personale con gli obblighi e le esigenze di servizio?

Si tratta di un equilibrio. È importante che le collaboratrici e i collaboratori siano trasparenti ed esprimano chiaramente le proprie esigenze. La trasparenza è un requisito essenziale affinché il DFAE, in qualità di datore di lavoro, possa valutare di conseguenza le possibili destinazioni, adattarle e sceglierle in modo mirato. Il personale deve però mostrare una sufficiente flessibilità. Anche posti che non figurano tra le destinazioni desiderate o che comportano condizioni di vita difficili fanno parte della realtà professionale.

Che cosa rende i trasferimenti particolarmente impegnativi e quali sono le competenze richieste per le carriere trasferibili?

L’apertura mentale è fondamentale. In teoria, bisognerebbe essere disposti a lavorare per la Svizzera in qualsiasi parte del mondo. Questa apertura si traduce anche in una certa capacità di adattamento, indispensabile nel contesto in questione. Alcune esigenze personali devono essere temporaneamente messe in secondo piano. L’obbligo di trasferimento può comportare anche la necessità di ricoprire posti che sono in contrasto con le proprie priorità. Questa apertura e questa disponibilità costituiscono un requisito fondamentale. Al tempo stesso, ritengo importante che alle collaboratrici e ai collaboratori che hanno svolto un impiego difficile, per esempio in una zona di guerra, venga prospettata successivamente una delle sedi desiderate.

La foto mostra Chasper Sarott, capo della Divisione Personale del DFAE, durante un’intervista sul tema delle carriere trasferibili.

Quali sono gli aspetti impegnativi delle carriere trasferibili che vengono spesso sottovalutati?

La gestione delle aspettative rappresenta una sfida enorme. Mi riferisco sia alle aspettative che noi, come collaboratori e collaboratrici, nutriamo nei confronti del nostro datore di lavoro, sia a quelle che le persone a noi vicine ripongono in noi.

La carriera trasferibile presso il DFAE non è una professione confrontabile con altre. Si tratta piuttosto di una vocazione: richiede una vera e propria dedizione e la disponibilità a svolgere questa attività nel lungo periodo. Ciò ha inevitabilmente ripercussioni anche sulla vita privata, sulle priorità delle persone a noi care e sui sogni dei nostri figli. Per esempio, per i e le partner delle nostre colleghe e dei nostri colleghi è spesso difficile portare avanti una propria carriera, dovendo cambiare sede ogni tre o quattro anni, e anche le figlie e i figli devono continuamente cambiare scuola e cerchia di amici. Queste circostanze si ripercuotono ovviamente anche sulle nostre collaboratrici e sui nostri collaboratori e possono risultare pesanti.

In che modo il DFAE, in qualità di datore di lavoro, può sostenere il proprio personale e le relative persone di accompagnamento?

Il DFAE cerca di sostenere le proprie collaboratrici e i propri collaboratori a diversi livelli, sia sul piano personale sia su quello strutturale. Innanzitutto, tramite un’informazione trasparente sulle varie possibilità esistenti. Da un lato, le persone di accompagnamento possono rivolgersi al nostro Family Office per tutte le questioni legate ai trasferimenti. Dall’altro, ci adoperiamo per creare, tramite accordi specifici, le migliori condizioni quadro possibili per il nostro personale e le relative persone di accompagnamento. Con circa 40 Paesi esistono già accordi che consentono anche alle persone di accompagnamento di accedere al mercato del lavoro. Inoltre, è importante essere aperti a nuove forme di lavoro non legate a un luogo fisico e valutare quali sono le opzioni possibili nel quadro giuridico vigente per facilitare in futuro tale accesso.

Quale consiglio darebbe, in generale, alle persone interessate al concorso di ammissione?

Siate curiosi! È questa la chiave per affrontare la maggior parte delle sfide. Non appena approfondiamo un po’ di più un tema, un Paese o una cultura, in noi si risveglia la curiosità. Vogliamo saperne di più e, con il tempo, iniziamo a sentirci a nostro agio in questo nuovo ambiente. Credo che proprio l’immersione completa in un contesto renda questo lavoro così unico e arricchente. Per questo invito le collaboratrici e i collaboratori ad approfittare pienamente di questo meraviglioso lavoro, che permette di entrare in contatto con la popolazione di un Paese.

Candidatura per le carriere trasferibili

Per la carriera consolare (livello manageriale) e la carriera Diplomazia le candidature potranno essere presentate dal 22 maggio al 16 giugno 2026. Per la carriera Diplomazia (profilo II), invece, ci si potrà candidare dal 18 maggio al 1° giugno 2026.

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1 febbraio 2026

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