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Oggetto 169 – 180 di 228

Statistica sull’asilo 2014

22.01.2015 — Comunicato stampa Europa

Berna-Wabern, 22.01.2015 - Nel 2014 sono state presentate in Svizzera 23 765 domande d’asilo, poco meno dell’11 per cento in più rispetto all’anno precedente. Quest’evoluzione è stata determinata dai numerosi focolai di crisi e conflitti nella regione mediterranea e sul continente africano e dal connesso, forte numero di migranti giunti illegalmente in Italia via mare. Il numero di richiedenti l’asilo è aumentato in maniera ragguardevole in tutta Europa. La proporzione della Svizzera si è attestata al 4 per cento. Il principale gruppo di richiedenti l’asilo è stato quello degli Eritrei, seguiti da Siriani e Srilankesi.


Entrato in vigore il meccanismo di valutazione di Schengen

20.01.2015 — Comunicato stampa Europa
In data odierna è entrato in vigore lo scambio di note sul recepimento del regolamento (UE) n. 1053/2013 che istituisce un meccanismo di valutazione di Schengen. Il regolamento adegua l’esistente meccanismo di valutazione di Schengen al fine di colmare in maniera più efficiente le lacune riscontrate nell’attuazione o nell’applicazione del diritto Schengen.


Statistica sull’asilo novembre 2014

11.12.2014 — Comunicato stampa Europa

Berna-Wabern, Nel novembre 2014 sono state presentate in Svizzera 1711 domande d’asilo, il che rappresenta una diminuzione di quasi il 30 per cento rispetto al mese precedente (2437). In forte calo soprattutto il numero di domande di cittadini eritrei.


Italia e Svizzera concordano il modo di procedere per i rinvii Dublino

27.11.2014 — Comunicato stampa Europa
Da subito i rinvii di famiglie verso l’Italia sono nuovamente possibili: l’Italia ha assicurato alla Svizzera le garanzie richieste dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) per l’alloggiamento appropriato dei richiedenti l’asilo minorenni in seno alla famiglia. È il risultato di una visita di lavoro di Mario Gattiker, direttore dell’Ufficio federale della migrazione (UFM), a Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno italiano. Gattiker e Morcone hanno inoltre discusso altre questioni legate all’accordo di Dublino.



Conclusa con successo la seconda valutazione Schengen

18.11.2014 — Comunicato stampa Europa

Berna - Come risulta dalla seconda valutazione Schengen, conclusa martedì a livello ministeriale dal Consiglio dell’UE, in linea di massima la Svizzera applica correttamente il diritto Schengen. Sono stati sottoposti a verifica in particolare la protezione dei dati, i controlli alle frontiere esterne (aeroporti), il sistema d’informazione Schengen (SIS), la cooperazione in materia di polizia e i visti. La prossima valutazione della Svizzera è prevista nel 2018.


Statistica sull’asilo ottobre 2014

14.11.2014 — Comunicato stampa Europa

Berna - Nell’ottobre 2014 sono state presentate in Svizzera 2437 domande d’asilo, il che rappresenta un aumento minimo rispetto al mese precedente (2399). In netto calo il numero di domande di cittadini eritrei.


La Corte EDU chiede garanzie prima del trasferimento di una famiglia afghana in Italia

04.11.2014 — Comunicato stampa Europa
Il trasferimento di una famiglia afghana di otto persone in Italia, Paese competente per l’esame della domanda d’asilo in virtù del regolamento Dublino, è ammissibile. Prima la Svizzera deve tuttavia ottenere dall’Italia la garanzia che i bambini siano assistiti in modo conforme alla loro età e che sia mantenuta l’unità della famiglia. Lo ha constatato con 14 voti contro 3 la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) nella sentenza pronunciata oggi a Strasburgo. L’Ufficio federale di giustizia (UFG), che rappresenta la Svizzera dinnanzi alla Corte EDU, ha preso atto con interesse della sentenza. Ora l’Ufficio federale della migrazione (UFM) chiederà all’Italia le pertinenti garanzie.


Incontro a cinque: sul tavolo sfide comuni in materia di sicurezza e migrazione

24.10.2014 — Comunicato stampa Europa

Berna, 24.10.2014 - Giovedì e venerdì 23 e 24 ottobre 2014 i ministri degli interni dei Paesi germanofoni hanno discusso dell’attualità in materia di sicurezza e migrazione. Quest’anno il tradizionale incontro di lavoro si è svolto a Zurigo su invito della consigliera federale Simonetta Sommaruga.


Incontro pentalaterale: Sommaruga accoglie i suo omologhi dei Paesi germanofoni per discussioni su migrazione e sicurezza

23.10.2014 — Comunicato stampa Europa

Berna, 23.10.2014 - Oggi e domani, 23 e 24 ottobre 2014, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), accoglie i suoi omologhi di Germania, Austria, Liechtenstein e Lussemburgo. Infatti quest’anno tocca alla Svizzera ospitare l’incontro pentalaterale dei ministri degli interni dei Paesi germanofoni. I cinque ministri discuteranno dell’attualità in materia di sicurezza e migrazione e visiteranno il centro di test per le procedure d’asilo accelerate a Zurigo.


Partecipazione al Fondo Schengen per la sicurezza interna: avviati i negoziati

20.10.2014 — Comunicato stampa Europa
Oggi a Bruxelles sono stati avviati i negoziati per la partecipazione della Svizzera al Fondo per la sicurezza interna nell'ambito della protezione delle frontiere nello spazio Schengen (ISF-Frontiere), che contribuisce a rendere più efficaci i controlli migliorando la protezione delle frontiere esterne. L’accordo aggiuntivo da negoziare definisce le modalità di partecipazione. I negoziati sono condotti di concerto con gli altri Stati associati, ossia Norvegia, Liechtenstein e Islanda.


Il Consiglio federale respinge l’iniziativa Ecopop

14.10.2014 — Comunicato stampa Europa

Berna - Il Consiglio federale è contrario all’iniziativa popolare "Stop alla sovrappopolazione – sì alla conservazione delle basi naturali della vita", che pretende di conservare le basi vitali naturali. I problemi ambientali tuttavia non si risolvono adottando provvedimenti migratori e reimpostando la cooperazione allo sviluppo. Anzi, il Consiglio federale è convinto che il rigido ed esiguo tasso d’immigrazione produrrebbe effetti nocivi per l’economia svizzera. Accettando l’iniziativa, si minerebbero inoltre gli attuali sforzi intrapresi dal Consiglio federale per garantire relazioni buone e stabili con l’UE.

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