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Dialogo allargato e misure concrete: il consigliere federale Didier Burkhalter sottolinea il ruolo importante dell’OSCE nella gestione dei conflitti

Comunicato stampa, 01.09.2016

Per poter mantenere il proprio ruolo di piattaforma di dialogo e continuare a dare il proprio contributo alla gestione di crisi e conflitti, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) deve poter contare sulla volontà politica e sull’appoggio di tutti i suoi Stati membri. Durante l’incontro informale tra i ministri dell’OSCE, tenutosi a Potsdam, il consigliere federale Didier Burkhalter ha tenuto a sottolineare questa importante premessa. Secondo il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), occorre anche rafforzare lo strumentario a disposizione dell’Organizzazione per la gestione dei conflitti.

Bundesrat Didier Burkhalter wird beim informellen Ministertreffen der OSZE in Potsdam vom amtierenden OSZE-Vorsitzenden Frank-Walter Steinmeier begrüsst. © DFAE
Bundesrat Didier Burkhalter wird beim informellen Ministertreffen der OSZE in Potsdam vom amtierenden OSZE-Vorsitzenden Frank-Walter Steinmeier begrüsst. ©

«Ascolto e mutuo dialogo»: questi sono i presupposti fondamentali, secondo Didier Burkhalter, di cui l’OSCE ha bisogno per poter svolgere anche in futuro il proprio compito nella prevenzione dei conflitti e nella gestione delle crisi. La realizzazione di questi presupposti è una condizione sine qua non per poter risolvere i conflitti in atto, che pur avendo prima di tutto ripercussioni locali rappresentano comunque un grave problema generale per la sicurezza in Europa. «Dobbiamo fare fronte unito nel dimostrare la volontà politica di sfruttare tutte le possibilità di cui dispone l’OSCE», ha dichiarato il consigliere federale Burkhalter nel discorso tenuto in occasione dell’incontro informale di Potsdam tra i ministri dell’OCSE.

Il capo del DFAE, che nel 2014 ha presieduto personalmente l’OCSE, ha suggerito di ampliare gli strumenti di cui dispone l’Organizzazione per la gestione dei conflitti. Le missioni di osservazione incaricate sin dal 2014 di raccogliere informazioni nella regione colpita dal conflitto in Ucraina, ad esempio, necessitano di un inequivocabile appoggio politico. Per poter svolgere la sua importante funzione di costruzione della fiducia, la missione deve inoltre poter contare sulle necessarie risorse e sulla sicurezza e la libertà di movimento dei propri membri.

Le misure che l’OSCE potrà concretamente attuare dipendono dall’esito di un dialogo politico allargato. Secondo Burkhalter, «l’OSCE deve mantenere il proprio approccio pragmatico, ma deve anche poter operare con professionalità», sia per quanto riguarda il suo statuto giuridico, sia per quanto attiene alle competenze dell’Organizzazione a livello di prevenzione e di pronta reazione di fronte alle crisi. Un’analisi delle esperienze maturate nell’ambito della missione di osservazione in Ucraina consentirebbe di rafforzare il margine d’azione dell’OSCE  in tal senso.

Ma la gestione di crisi e conflitti reali passa necessariamente dalla soluzione delle divergenze di opinione tra Russia e Occidente sulla questione della sicurezza in Europa. Il consigliere federale Burkhalter riconosce come una buona base di partenza nella necessaria discussione il rapporto conclusivo del Panel of Eminent Persons on European Security as a Common Project, costituito su iniziativa della Svizzera durante il mandato del nostro Paese alla presidenza dell’OSCE. Oltre alle misure per la promozione della connettività economica, il capo del DFAE si è adoperato anche in favore di nuove misure per il controllo degli armamenti e ha espresso parole di elogio per la recente iniziativa della Germania a questo riguardo. Didier Burkhalter ha esortato gli Stati membri dell’OSCE a sfruttare l'organizzazione come piattaforma comune per affrontare gli interrogativi fondamentali della sicurezza in Europa, poiché «grazie al coinvolgimento di tutti i partner e al suo approccio orientato a una sicurezza fondata sulla cooperazione, l’OSCE offre un quadro adeguato per ricostituire il necessario clima di fiducia.»

I colloqui informali che si tengono a Potsdam sono intesi anche come preparazione per il Consiglio dei ministri OSCE in programma ad Amburgo a inizio dicembre. In tale occasione i ministri degli esteri dei Paesi membri getteranno le basi per l’ulteriore lavoro dell’Organizzazione. In vista del Consiglio dei ministri OSCE, il consigliere federale Burkhalter ha anche sostenuto le priorità della Svizzera durante le odierne discussioni informali a Potsdam. Ad Amburgo il nostro Paese vuole ottenere che il dialogo informale sulla sicurezza in Europa venga portato avanti a livello ministeriale e si adopera affinché gli Stati membri rilascino una ferma dichiarazione politica a favore dell’impegno dell’OSCE per la composizione del conflitto in Ucraina. Anche il tema della connettività economica dovrà essere rafforzato all’interno dell’OSCE, per promuovere il consolidamento della fiducia tramite la cooperazione economica. Inoltre l'approccio dell’OSCE riguardo alla gestione del terrorismo dovrà concentrarsi maggiormente sulla prevenzione e tener conto in particolare della situazione dei giovani. Infine, durante i colloqui, il consigliere federale Burkhalter ha richiamato l’attenzione sul plusvalore dell’OSCE nel contesto delle questioni riguardanti la sicurezza e della migrazione. Per quanto riguarda i flussi migratori e dei profughi ha chiesto di impiegare in modo mirato le competenze dell’OSCE in settori come la protezione dei migranti, la lotta contro la criminalità organizzata e la gestione responsabile dei controlli alle frontiere.

Il capo del DFAE ha colto l’occasione della sua presenza a Potsdam anche per condurre una serie di colloqui bilaterali.


Informazioni supplementari:

Discorso del Consigliere federale Didier Burkhalter


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Ultima modifica 26.01.2022