Il Consiglio federale fa bloccare eventuali averi di Laurent Gbagbo depositati in Svizzera

Berna, Comunicato stampa, 19.01.2011

Eventuali averi del presidente della Côte d'Ivoire, Laurent Gbagbo, depositati in Svizzera vengono bloccati con effetto immediato: l'ha deciso il Consiglio federale durante la sua seduta odierna. La piazza finanziaria svizzera non deve fungere da oasi in cui custodire beni acquisiti forse in modo illegale da Gbagbo, uscito sconfitto dalle ultime elezioni.

La situazione politica nella Côte d'Ivoire rimane tesa. Continuano a esserci due governi: uno presieduto da Laurent Gbagbo che esercita di fatto il potere nel Paese, l'altro presieduto da Alassane Ouattara, riconosciuto dalla comunità internazionale. Anche la Svizzera ha riconosciuto Ouattara vincitore alle elezioni. 

Con la sua decisione odierna, il Consiglio federale fa bloccare eventuali averi di Laurent Gbagbo e del suo entourage depositati in Svizzera. In questo modo intende evitare in particolare che la piazza finanziaria svizzera funga da rifugio per beni acquisiti forse in modo illegale da Laurent Gbagbo, uscito sconfitto alle ultime elezioni, e dal suo entourage. Tali averi non devono poter essere sottratti ai legittimi proprietari perché depositati in Svizzera. Il provvedimento entra in vigore in data odierna e ha una validità di tre anni. 

Anche l'Unione europea (UE) ha deciso, alla luce dell'attuale situazione nella Côte d'Ivoire, di congelare i beni di Laurent Gbagbo e del suo entourage. Pure gli Stati Uniti hanno bloccato determinati averi. 

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