Myanmar: prospettive professionali per giovani e gruppi di popolazione svantaggiati

Un giovane cameriere attraversa sorridendo il ristorante, tenendo in mano un vassoio con un cocktail.
Una formazione professionale rappresenta prospettive e una nuova opportunità per molti ragazzi in Myanmar. © DSC

In Myanmar, la Svizzera sostiene in particolare giovani donne e uomini di gruppi svantaggiati permettendo loro di accedere a offerte di formazione competitive e valide. Nel quadro dell'iniziativa «Democrazia senza frontiere», in agosto durante il Festival del film di Locarno è stato proiettato un film girato in Myanmar sulle prospettive dei giovani in questo Paese.

La Svizzera ha lanciato vari progetti in Myanmar per aiutare i giovani e gruppi di popolazione svantaggiati a imparare una professione. È in corso una collaborazione con il Center for Vocational Training (CVT) di Yangon, che offre apprendistati triennali sul modello del sistema di formazione professionale duale svizzero nei seguenti settori:

  • industria alberghiera;

  • amministrazione;

  • lavori di saldatura;

  • installazione di impianti elettrici;

  • carpenteria.

In un secondo progetto, la Svizzera mira ad ampliare l'offerta di formazione nel settore alberghiero. In seguito all'incremento del turismo nel Paese, in questo ramo vi è infatti grande richiesta di personale. La Svizzera collabora con la scuola alberghiera di Lucerna, che, grazie alle sue conoscenze, contribuisce a offrire una formazione professionale di qualità.

Il progetto è destinato soprattutto al sostegno di gruppi svantaggiati mediante offerte formative a bassa soglia. Ad esempio, giovani disoccupati delle periferie e delle regioni rurali, donne, migranti, sfollati o profughi possono imparare un mestiere durante una formazione di tre mesi che aprirà loro nuovi orizzonti lavorativi e ne faciliterà l’accesso al mercato del lavoro. 

Inoltre, la Svizzera collabora con il Governo del Myanmar per mettere in atto riforme politiche concernenti il quadro delle qualifiche, i meccanismi di certificazione e gli standard nel settore della formazione professionale.

Festival del film di Locarno

Il 7 agosto 2016, nel quadro di Open Doors del Festival del film di Locarno, è stato proiettato «The Monk», un film girato in Myanmar. Il presidente del Festival del film e ambasciatore di progetto di Democrazia senza frontiere Marco Solari ha salutato il numeroso pubblico presente nella sala con un breve discorso. Il vicedirettore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione, Pio Wennubst, nel suo successivo discorso ha posto l'accento sull'importanza della cultura per la cooperazione allo sviluppo. Secondo lui, quest'ultima si basa sullo scambio di conoscenze ed esperienze e contribuisce allo sviluppo di un Paese come il Myanmar. Ha inoltre sottolineato che l'Opern Doors del Festival del film di Locarno offre una piattaforma importante per promuovere questo scambio e quindi accelerare lo sviluppo dei Paesi.

Il film The Monk ha suscitato grande interesse e qualche giorno più tardi è stato addirittura proiettato una seconda volta. Dopo la proiezione ha avuto luogo una tavola rotonda sulle prospettive dei giovani alla luce dei cambiamenti sociali e politici in questo Paese. Al dibattito, moderato dal giornalista della RSI Reto Ceschi, hanno partecipato il regista del film The Maw Naing, la capocronista politica del Myanmar Times Ei Ei Toe Lwin e il capo supplente dell’Ufficio di cooperazione della DSC in Myanmar Carin Salerno.

Tavola rotonda sulla crisi dei Rohingya in Bangladesh

Il 15 marzo 2018, una tavola rotonda sulla situazione dei rifugiati Rohingya in Bangladesh si è tenuta al Festival internazionale del film ed al Forum per i diritti umani a Ginevra (FIFDH) nel quadro dell'iniziativa "Democrazia senza frontiere". L'evento è stato inaugurato dall'ambasciatore e vicedirettore della DSC Thomas Gass e dall’ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica popolare del Bangladesh in Svizzera, Shameem Ashan. Esperti dell'Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), del Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) e del Centro per l'educazione e la ricerca nel campo dell’azione umanitaria (CERAH) hanno discusso quale sostegno la Svizzera e la comunità internazionale potrebbero fornire per rafforzare la resilienza delle popolazioni di rifugiati e delle comunità locali.