I diritti umani al centro della lotta contro la povertà e degli interventi umanitari

Articolo, 10.12.2017

In occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, il 10 dicembre 2017, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) fa il punto sul suo impegno in materia. Il suo approccio consiste nel promuovere i diritti umani in ogni suo intervento, ponendo l’essere umano al centro della propria azione e rafforzando sia i portatori di doveri («duty bearers») sia i titolari di diritti («rights holders»).

Una lunga fila di persone in attesa davanti a un seggio elettorale in Tunisia. Una persona in primo piano è avvolta in una bandiera nazionale tunisina.
Tunisia, ottobre 2011 © DSC/Piette Terdjman

Il 10 dicembre si celebra l’adozione, da parte dell’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo della quale, nel 2018, ricorrerà il settantennale. Favorire il rafforzamento dei diritti umani è oggi importante almeno quanto lo era nel 1948, soprattutto se si considerano le attuali tendenze a derive autoritarie o il ricorso a misure deplorevoli nel quadro della lotta contro il terrorismo. La Giornata internazionale dei diritti umani offre quindi alla DSC l’opportunità di fare il punto sul suo impegno in materia alla vigilia dell’anno commemorativo.

I diritti umani e lo sviluppo si rafforzano reciprocamente. Sia l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – a livello mondiale – sia il messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020 e la strategia dei diritti dell’uomo del DFAE 2016-2019 – a livello nazionale – sottolineano il ruolo essenziale svolto dai diritti umani nella promozione di società pacifiche, giuste e inclusive. L’importanza dei diritti umani è sottolineata, per altro, dal posto loro riservato nei dialoghi settoriali e politici con i Paesi partner e dai messaggi che la DSC porta in seno alle istanze internazionali.

 

Garantendo, ad esempio, sostegno a una commissione nazionale per i diritti dell’uomo in Afghanistan o a un progetto di giustizia giovanile in Bosnia, oppure appoggiando l’azione di organizzazioni della società civile in Honduras, la DSC rafforza in modo specifico gli attori e i meccanismi chiave nel campo dei diritti umani nei Paesi partner.

L’impegno della DSC in cifre

La DSC investe risorse finanziarie importanti in programmi inerenti alla promozione dei diritti umani a vari livelli. Il suo impegno è a lungo termine e si fonda su un’analisi approfondita del contesto e dei bisogni, che tiene conto delle priorità dei Paesi partner. Per il 2017, la DSC conta un totale di 52 progetti per un budget compreso tra 37 e 40 milioni CHF. La maggior parte degli interventi riguardano l’Africa (incluso il Medio Oriente) e l’Asia meridionale. Le regioni prioritarie sono quella dei Grandi Laghi, il Territorio palestinese occupato e il Nepal. Gli interventi consistono principalmente in progetti la cui realizzazione è affidata a partner (organizzazioni non governative internazionali, svizzere o locali oppure agenzie delle Nazioni Unite).

Considerando una definizione più ampia di programmi inerenti ai diritti umani, i progetti della DSC in questo ambito sono 271, per un impegno finanziario pianificato considerevole, pari a oltre 340 milioni CHF per il 2017. Tali progetti includono interventi classici come, ad esempio, il sostegno a istituzioni che favoriscono i processi elettorali, ma anche progetti volti a promuovere la libertà di stampa o programmi di educazione civica. In fatto di priorità tematiche, la protezione conserva una posizione preponderante per quanto riguarda l’aiuto umanitario, includendo gli interventi a favore dei più vulnerabili in caso di catastrofi naturali e conflitti armati.

Il grafico rappresenta il budget assegnato in milioni di franchi svizzeri a ciascun settore per il 2017, rispettivamente (importi arrotondati): accesso alle informazioni: 1; prevenzione dei conflitti: 60; Elezioni: 2; ttrasferimenti forzati: 43; diritti dell’uomo: 37; migrazioni e lavoro: 10; sviluppo legale e giudiziario: 12; costruzione della pace: 11; post conflitto: 2; protezione, accesso e sicurezza: 177; salute sessuale e diritti: 12; gestione dei sistemi di sicurezza : 12; violenze sessuali e di genere: 3 e organizzazioni per la parità delle opportunità
Il grafico rappresenta il budget assegnato in milioni di franchi svizzeri a ciascun settore per il 2017, rispettivamente (importi arrotondati): accesso alle informazioni: 1; prevenzione dei conflitti: 60; Elezioni: 2; ttrasferimenti forzati: 43; diritti dell’uomo: 37; migrazioni e lavoro: 10; sviluppo legale e giudiziario: 12; costruzione della pace: 11; post conflitto: 2; protezione, accesso e sicurezza: 177; salute sessuale e diritti: 12; gestione dei sistemi di sicurezza : 12; violenze sessuali e di genere: 3 e organizzazioni per la parità delle opportunità © DSC

Questo impegno rivela fino a che punto l’intervento nella promozione dei diritti umani resti necessario e pertinente 69 anni dopo l’adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Il rafforzamento e il rispetto di tali diritti nonché dello Stato di diritto nei Paesi partner rappresenta un importante contributo della DSC alla pace e alla costruzione degli Stati. In questo modo, la DSC partecipa anche allo sviluppo positivo delle loro economie e dei loro sistemi politici, riducendo così la fragilità, la violenza e le cause all’origine delle migrazioni. La promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto è, e resterà, una priorità operativa e strategica a lungo termine per la DSC, particolarmente nei contesti fragili o segnati dai conflitti.