Prevenzione, mediazione, prospettive: il consigliere federale invita a impegnarsi di più per le persone bisognose

Bern, Comunicato stampa, 23.05.2016

Di fronte al moltiplicarsi di crisi, conflitti e catastrofi naturali, il consigliere federale Didier Burkhalter ha sottolineato, a Istanbul, l’importanza della ricerca di una soluzione politica alle crisi e ha annunciato un maggiore impegno della Svizzera nell’ambito della mediazione e della prevenzione. Al Vertice umanitario mondiale (World Humanitarian Summit), il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha chiesto inoltre il rispetto del diritto internazionale umanitario e aiuti più efficienti. La Svizzera punta su soluzioni politiche, assistenza sul posto e lotta contro le cause, in modo da offrire alle persone toccate non solo aiuti d’emergenza ma anche prospettive per il futuro, riducendo così le migrazioni forzate.

Il primo Vertice umanitario mondiale si tiene a Istanbul il 23 e il 24 maggio 2016.
Il primo Vertice umanitario mondiale si tiene a Istanbul il 23 e il 24 maggio 2016. © Keystone

Obiettivo del Vertice umanitario mondiale di Istanbul, voluto dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, è richiamare l’attenzione della comunità internazionale sugli immensi bisogni umanitari attuali, spesso riconducibili a conflitti, al sottosviluppo o a uno sviluppo sbagliato, e proporre soluzioni a livello politico.

«Il miglior modo per mettere fine alle sofferenze delle persone è mettere fine alla guerra». La Svizzera si impegna da sempre in questo senso, ha detto oggi il consigliere federale Didier Burkhalter al Vertice umanitario, ricordando l’impegno del nostro Paese nella mediazione e l’intenzione di intensificare ulteriormente gli sforzi in tale ambito. Anche la prevenzione dovrebbe essere rafforzata per evitare lo scoppio di crisi e conflitti. Le violazioni dei diritti umani sono spesso un indicatore di crescente instabilità. Il capo del DFAE ha annunciato che, in giugno, la Svizzera intende lanciare un appello al fine di potenziare la cooperazione tra il Consiglio dei diritti umani a Ginevra e il Consiglio di sicurezza dell’ONU a New York. Per sostenere i programmi globali di prevenzione dei conflitti e la lotta a lungo termine contro le cause della fragilità e della violenza, nel pomeriggio il consigliere federale Burkhalter firmerà una convenzione di finanziamento tra la Svizzera e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS; United Nations Development Programme, UNDP) che intende accrescere la rapidità di reazione del PNUS di fronte alle crisi. Dovranno inoltre essere rafforzate la prevenzione dei conflitti e la lotta alle cause di questi ultimi, due aspetti che sono parte integrante dell'approccio generale della Svizzera alla cooperazione internazionale. La convenzione si inserisce nell’impegno a lungo termine del nostro Paese per migliorare in modo duraturo la situazione delle popolazioni che vivono in contesti fragili.

Al Vertice umanitario mondiale di Istanbul, la Svizzera sostiene anche il rispetto del diritto internazionale umanitario e una migliore protezione delle persone colpite. Le violazioni del diritto internazionale umanitario dovrebbero essere severamente punite, ha detto il consigliere federale Burkhalter. Allo scopo di ribadirne la validità universale e di rendere le sue norme più cogenti, la Svizzera si impegnerà nella creazione di un forum di Stati, ha spiegato il capo del DFAE, che martedì mattina parteciperà a una tavola rotonda sul diritto internazionale umanitario e la protezione della popolazione civile.

L’aiuto umanitario deve essere prestato, là dove à necessario, secondo i principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza. L’aspetto centrale è la protezione delle persone che si trovano in stato di bisogno, e in particolare di quelle costrette a fuggire, a cui devono essere garantite sicurezza e una vita dignitosa. Per questo motivo, la Svizzera invia ad esempio convogli di aiuti in Ucraina destinati alla popolazione che vive da entrambi i lati della linea di contatto. Il problema delle migrazioni forzate sarà approfondito nel pomeriggio di lunedì in una tavola rotonda, durante la quale il consigliere federale Burkhalter rappresenterà la Svizzera. Il capo del DFAE parteciperà inoltre a un incontro co-organizzato dalla Svizzera che affronterà la questione della protezione delle persone costrette a lasciare il loro Paese in caso di catastrofi naturali o di eventi legati ai cambiamenti climatici. Nel 2012, la Svizzera è stata all’origine dell’elaborazione di un’agenda in questo ambito. Il Vertice di Istanbul offrirà l’occasione di lanciare anche un meccanismo di follow-up.

La Svizzera cerca di dare un sostegno efficace alle persone in difficoltà e sostiene, anche al Vertice umanitario in corso, l’importanza di sfruttare meglio le sinergie tra i vari strumenti esistenti. «Dobbiamo smettere di pensare per compartimenti stagni, in modo da ottimizzare i nostri sforzi a favore delle persone che hanno bisogno di aiuto», ha dichiarato il consigliere federale Burkhalter. Il messaggio del Consiglio federale concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 mette in primo piano questo approccio, riunendo gli strumenti dell’aiuto umanitario, della promozione della pace, della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione con i Paesi dell’Europa dell’Est, per creare sinergie e aumentare l’efficacia degli interventi.

Martedì pomeriggio, il consigliere federale Burkhalter si recherà in Libano, dove visiterà vari progetti sostenuti dalla Svizzera che cercano di offrire nuove prospettive alla popolazione sul posto. In Libano, diversi strumenti della cooperazione internazionale della Svizzera vengono già utilizzati in maniera coordinata a questo scopo.


Informazioni supplementari:

World Humanitarian Summit
Allocuzione del Consigliere federale Didier Burkhalter (en)
Vertice umanitario mondiale 2016, Istanbul
Un nuovo convoglio di aiuti svizzeri in viaggio verso Donec’k


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