Reddito più elevato nel Caucaso meridionale grazie a prodotti agricoli più concorrenziali


Un uomo, in un vestito protettivo, tiene un favo pieno di api sul tetto di un palazzo.
Produzione urbana di miele: alveari su un tetto a Batumi, in Georgia. © DSC

L’allevamento di bestiame è una fonte di reddito importante per la maggior parte della popolazione rurale in Georgia, Armenia e Azerbaigian. Tuttavia, molti contadini conducono un’economia di sussistenza e, di conseguenza, riescono a malapena a coprire il proprio fabbisogno. Il progetto persegue l’obiettivo di rafforzare le piccole aziende agricole e di creare l’accesso ai mercati, per far sì che possano vendere miele, carne, formaggio e lana e aumentare in modo sostenibile il loro reddito.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Caucaso meridionale
Agricoltura e sicurezza alimentare
Sviluppo agricolo
01.04.2017 - 31.03.2021
CHF 5'100'000

L’agricoltura è un settore economico fondamentale in Georgia, Armenia e Azerbaigian. Circa il 40% della forza lavoro locale è impiegata in questo settore, soprattutto in piccole aziende agricole. Nonostante la grande importanza per la popolazione rurale, per la maggior parte povera, il settore costituisce soltanto il 10% circa del PIL dei tre Paesi. Con la loro produzione, molte aziende soddisfano unicamente il proprio sostentamento e non producono eccedenze che potrebbero essere vendute. I motivi sono da ricercare, tra l’altro, in un accesso insufficiente ai mercati, in investimenti ridotti nella produzione e in un alto grado di vulnerabilità agli shock esterni. Malgrado questi ostacoli, vi è un elevato potenziale di sviluppo, sopratutto nell’ambito dell’allevamento di bestiame, che costituisce il 50% circa della produzione agricola. Creando nuovi sbocchi sui mercati regionali e transfrontalieri, si migliorano le possibilità di esportare miele, carne, formaggio, lana e altri prodotti agricoli, e di conseguenza si aumentano in modo sostenibile i redditi dei contadini locali.

Prodotti agricoli concorrenziali

Il progetto persegue l’obiettivo di aiutare i contadini in Georgia, Armenia e Azerbaigian ad aumentare la loro produttività e quindi il loro reddito. Interviene in tutti i punti della catena del valore – dalla produzione alla vendita – e comprende attività nel settore delle carni e del latte, come anche nella produzione del miele e della lavorazione della lana. Entrambi questi settori hanno recentemente rivestito sempre maggiore importanza. 

Miele: fiducia nella produzione locale 

Il miele prodotto a livello locale è stato a lungo considerato come scadente e, di conseguenza, i consumatori preferivano acquistare quello proveniente dall’estero. Il progetto promuove la produzione del miele locale e la sua commercializzazione. Per raggiungere quest’obiettivo, si rafforzano la cooperazione e il dialogo tra i produttori e gli acquirenti. Inoltre, è stato creato il festival del miele che promuove la vendita di prodotti regionali. 

Lana: da prodotto di scarto ad affare redditizio

Fino a poco tempo fa, l’allevamento di ovini serviva essenzialmente alla produzione di carne e formaggio. La lana veniva venduta solo in piccole quantità a livello locale, il resto non veniva ulteriormente lavorato. Una crescente domanda di lana per la produzione di tappeti potrebbe tuttavia rappresentare, per i pastori di pecore, un ulteriore mercato di sbocco per poter finalmente vendere quello che veniva considerato, fino a poco tempo fa, un materiale di scarto. Nell’ambito del progetto si instaurano, dunque, delle relazioni tra produttori, aziende di lavorazione, commercianti e distributori, creando ulteriori fonti di reddito per la popolazione locale. 

«Women’s Room»: luogo di scambio di idee e di esperienze

Nell’attuazione del progetto, i collaboratori prestano particolare attenzione al coinvolgimento delle donne e al loro rafforzamento in ambito agricolo, dal momento che quest’ultime hanno un ruolo importante nella maggior parte delle aziende agricole a conduzione familiare. L’iniziativa  «Women’s Room», già lanciata con successo, offre in prevalenza alle donne, ma non esclusivamente a loro, un luogo, nelle vicinanze della loro comunità, dove queste possano scambiare esperienze e beneficiare di vari servizi. In  «Women’s Room», i gli utenti del progetto hanno accesso a diversi servizi. Fra questi, si annoverano l’accesso a internet e a diverse informazioni, la possibilità di usufruire di consulenze, fra cui dei colloqui di orientamento professionale, e l’iscrizione a corsi di formazione (come ad esempio corsi di computer). Grazie alle buone esperienze raccolte sinora, questa iniziativa verrà ampliata ed estesa ad altri comuni rurali. 

Risultati e prospettive

Il progetto si è sviluppato con molto successo sin dall’inizio nel 2008 e viene pertanto ampliato. Concretamente sono stati realizzati, tra l’altro, i seguenti risultati: 

  • 96’600 produttori di bestiame traggono beneficio diretto dalle attività del progetto, mentre altri 446’000 ne traggono uno indiretto.

  • Dal 2008, gli utenti del progetto hanno potuto aumentare il loro reddito del 27%, che corrisponde al 14% in più rispetto alla media nazionale. L’obiettivo entro il 2021 consiste nell’aumentare del 10% il reddito di altri 10’000 contadini.

  • Dal 2008 sono stati creati 268 posti di lavoro a tempo pieno e altri 150 posti dovrebbero seguire entro il 2021.

  • Tra il 2013 e il 2016 le «Women’s Room» (nel 2016 erano 19) sono state frequentate da 6089 persone, di cui 4186 donne.