La presidente della Confederazione Viola Amherd e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen avviano i negoziati Svizzera-UE


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Comunicato stampa, 18.03.2024

Lunedì 18 marzo 2024 la presidente della Confederazione Viola Amherd e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno avviato ufficialmente i negoziati tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) in presenza dei capi negoziatori di entrambe le parti. A Bruxelles, Viola Amherd ha inoltre incontrato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Maroš Šefčovič. Oltre che delle relazioni bilaterali si è discusso delle sfide che l’Europa si trova ad affrontare in ambito geopolitico e di sicurezza.

Entrambe le parti hanno riconosciuto la centralità delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l’UE nonché dei valori economici, culturali, sociali che condividono. Considerate le sfide che si presentano sulla scena internazionale, ad esempio in materia di sicurezza, clima e migrazione, la presidente della Confederazione ha sottolineato l’importanza di mantenere forme di cooperazione positive e costruttive in Europa. La Svizzera e l’UE si stanno impegnando per stabilizzare e consolidare le relazioni reciproche. L’adozione dei mandati negoziali rappresenta un passo decisivo in questa direzione. La presidente della Confederazione Viola Amherd e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si sono dichiarate soddisfatte dell’avvio, già questa settimana, dei negoziati sui vari elementi del pacchetto. Nel quadro della disposizione transitoria concordata con l’UE, i ricercatori svizzeri possono da subito partecipare ai bandi ERC Advanced Grants 2024 del Consiglio europeo della ricerca.

L’elemento cardine del pacchetto, ora in fase di negoziazione, è l’accesso senza barriere al mercato interno dell’UE. Gli accordi esistenti sul mercato interno devono essere aggiornati e occorre stipularne di nuovi nei settori dell’elettricità e della sicurezza alimentare. Il pacchetto contempla anche la garanzia della partecipazione svizzera ai programmi dell’UE, in particolare nel settore della ricerca (Orizzonte), e un accordo di cooperazione nel settore della salute. Per quanto riguarda la libera circolazione delle persone, alla Svizzera preme, tra le altre cose, mantenere l’attuale livello di protezione dei salari e un’immigrazione basata sull’occupazione, in quanto intende salvaguardare il sistema sociale interno.

Altri argomenti all’ordine del giorno: la situazione della politica di sicurezza in Europa, l’impegno della Svizzera e dell’UE per la pace e l’ampliamento della cooperazione in materia di politica di sicurezza all’insegna di quanto deciso dal Consiglio federale nel settembre del 2022. Le consultazioni Svizzera-UE in ambito di sicurezza e difesa sono state confluite in un dialogo strutturato nel novembre del 2023. Rispetto alla guerra russa contro l’Ucraina, la presidente della Confederazione ha spiegato l’intenzione della Svizzera di organizzare una prima conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina. Ha sottolineato la necessità di adoperarsi per gettare le fondamenta di una pace globale, equa e duratura. Il colloquio con il vicepresidente della Commissione europea Šefčovič è stato incentrato sulla situazione in Medio Oriente, sulle questioni legate alla migrazione e sulla Comunità politica europea (CPE), il cui scopo è promuovere il dialogo politico e la cooperazione nel continente europeo.

A giugno è in programma un incontro tra il vicepresidente della Commissione europea e il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), per discutere lo stato d’avanzamento dei negoziati.


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